Quando si parla di monitoraggio della temperatura nei data center si pensa spesso a sensori ambiente, valori all’ingresso dei rack e dashboard degli impianti di raffreddamento. Queste misure descrivono l’aria intorno alle apparecchiature, non la loro temperatura interna.
Anche le infrastrutture elettriche critiche generano calore. Trasformatori, quadri e connessioni alle sbarre portano correnti prolungate e presentano punti sensibili, come gli strati degli avvolgimenti e i giunti imbullonati, che un sensore nell’aria non rappresenta. Un sensore installato in corsia non mostra cosa accade all’interno di un trasformatore o in un collegamento sotto carico.
Qui il tema è la misura sulle apparecchiature. Il controllo dell’umidità, la regolazione HVAC e il monitoraggio ambientale dei rack restano fuori ambito. L’attenzione è rivolta ai punti definiti di trasformatori e altre apparecchiature elettriche: in alcuni casi è adatta la misura in fibra ottica a fluorescenza, mentre in molti altri i sensori convenzionali restano la scelta pratica.
Il monitoraggio della temperatura nei data center si articola su due livelli
Le ricerche sul monitoraggio termico dei data center riguardano spesso prodotti per l’ambiente, utili per controllare le condizioni dell’aria. Prima di scegliere l’hardware, conviene distinguere i due livelli: misurano grandezze diverse e richiedono sensori differenti.
Monitoraggio ambientale della struttura
Il monitoraggio della struttura rileva la temperatura della sala, le condizioni dell’aria in ingresso e in uscita dai rack, il flusso d’aria e le prestazioni HVAC. I sensori ambientali sono distribuiti nelle sale IT e negli impianti di raffreddamento; servono a mantenere l’aria nelle condizioni richieste dalle apparecchiature informatiche.
INNO non fornisce questi prodotti: non rientrano nella sua gamma principale. Per una panoramica dei sensori ambientali in una struttura, consultare l’articolo INNO sui sensori di temperatura per data center.
Monitoraggio termico delle apparecchiature elettriche
Il monitoraggio delle apparecchiature riguarda trasformatori, avvolgimenti, quadri, connessioni alle sbarre e componenti selezionati in alta tensione. Il calore in questi punti deriva dalla corrente, dalle perdite e dalla resistenza di contatto, non dalle condizioni della sala. L’aria può restare nei limiti previsti mentre uno strato dell’avvolgimento o un giunto imbullonato si riscalda: la temperatura ambiente non sostituisce quella dell’apparecchiatura.
Un sistema per questo livello colloca i sensori in punti definiti dell’apparecchiatura e ne acquisisce le misure tramite uno strumento di monitoraggio. Il controllo termico elettrico integra quello ambientale, senza sostituirlo: i sensori della struttura descrivono l’aria, quelli dell’apparecchiatura descrivono i componenti elettrici. La stessa logica dei punti di misura vale anche in altri contesti il monitoraggio industriale della temperatura.
Perché la temperatura dei trasformatori è rilevante nell’infrastruttura elettrica dei data center
I trasformatori si trovano tra l’alimentazione in ingresso e la distribuzione che serve i carichi IT e di raffreddamento. Quelli delle sottostazioni interne realizzano il primo passaggio di tensione; le unità a valle alimentano sale o blocchi di potenza. A ogni livello, la temperatura degli avvolgimenti e dei collegamenti deve rimanere entro i limiti definiti per quella specifica unità.
I carichi dei data center possono essere continui e impegnativi, mantenendo a lungo i trasformatori sotto corrente. La temperatura interna degli avvolgimenti può differire sensibilmente da quella ambiente e un riscaldamento localizzato può non emergere nelle misure esterne. La superficie e l’involucro registrano il calore che vi è arrivato: la risposta può essere ritardata o non rappresentare le condizioni di un punto interno dell’avvolgimento.
Il monitoraggio sulle apparecchiature fornisce dati da confrontare con il carico, con altre unità e con il comportamento precedente, a supporto delle decisioni operative e manutentive. La temperatura, da sola, non evita un guasto né garantisce la vita utile: aggiunge elementi alle ispezioni e alle decisioni di esercizio.
Per ogni trasformatore, le temperature ammissibili dipendono dal progetto del costruttore e dai requisiti applicabili, non da un valore generico. Il monitoraggio combina quindi la strumentazione già prevista con misure dirette nei punti selezionati dove servono ulteriori informazioni. I dettagli applicativi sono descritti nella pagina INNO dedicata al monitoraggio della temperatura dei trasformatori pagina.
Cause del surriscaldamento nei trasformatori a secco dei data center
Le cause del surriscaldamento nei trasformatori a secco dei data center rientrano in tre gruppi: carico e condizioni elettriche, raffreddamento e ambiente, riscaldamento locale dei collegamenti. Possono agire insieme e un aumento di temperatura non ha sempre un’unica causa.
Carico e cause elettriche
Un carico prolungato aumenta gradualmente la temperatura degli avvolgimenti; i profili continui dei data center mantengono questo effetto nel tempo. Le correnti armoniche generate da carichi non lineari possono aumentare le perdite, quando il mix di carico e il progetto del trasformatore rendono il fenomeno rilevante. Anche squilibri di fase o differenze costruttive tra gli avvolgimenti possono produrre un riscaldamento non uniforme.
Raffreddamento e condizioni ambientali
Un flusso d’aria di raffreddamento ridotto limita la dispersione del calore da avvolgimenti e nucleo. Rientrano in questo gruppo prese d’aria ostruite, spazio insufficiente attorno all’unità e ventilazione inadeguata del locale. I problemi ai ventilatori sono rilevanti se è previsto il raffreddamento forzato. Polvere, contaminazione o degrado delle superfici e dei condotti possono ridurre nel tempo la dissipazione; una temperatura ambiente elevata aggiunge carico termico. Vanno considerate anche condizioni di esercizio fuori dal progetto previsto.
Riscaldamento locale dei collegamenti
Una resistenza di contatto elevata genera calore nel giunto, non nell’avvolgimento. Morsetti allentati o deteriorati e collegamenti alle sbarre possono surriscaldarsi anche quando i sensori degli avvolgimenti indicano valori normali: i punti di connessione sono quindi possibili obiettivi di misura separati.
Interpretare i segnali di temperatura
Cause diverse possono produrre segnali simili. Un valore in aumento può dipendere dal carico, da un raffreddamento ridotto o da un problema di connessione; i dati vanno letti insieme ai registri di carico, allo stato del raffreddamento e agli esiti delle ispezioni. Per questo la manutenzione può combinare verifiche periodiche e sensori installati. Ulteriori informazioni sono disponibili nell’articolo INNO su sulle cause dei punti caldi nei trasformatori.
Dove misurare la temperatura nei trasformatori dei data center
La posizione del sensore determina il significato della misura. Spesso si confondono cinque categorie:
- Temperatura ambiente: aria nel locale o nell’involucro: descrive l’ambiente, non l’apparecchiatura.
- Temperatura superficiale: superfici esterne di involucri, nuclei e componenti accessibili, misurabili con sonde a contatto o termografia.
- Temperatura degli avvolgimenti: condizioni all’interno della struttura delle bobine, dedotte da altri dati oppure misurate direttamente nei punti predisposti.
- Punti definiti di misura del punto caldo: posizioni individuate in base al progetto del trasformatore, dove sono previste le temperature più elevate.
- Temperatura di terminali e connessioni: giunti imbullonati e conduttori, quando pertinenti alla costruzione.
Le sonde in fibra ottica a fluorescenza misurano la posizione fisica in cui è installata la punta sensibile. La sonda non cerca il punto più caldo e indica la temperatura massima dell’avvolgimento solo se la punta è collocata proprio lì. Per misurare più punti definiti servono più sonde.
Il posizionamento pratico dipende dal progetto del trasformatore. Tra i punti da valutare figurano posizioni selezionate degli avvolgimenti, zone critiche individuate dal progetto, collegamenti elettrici e punti indicati dal costruttore o dal team di ingegneria. L’accesso agli avvolgimenti interni dipende dalla costruzione e va concordato con il produttore. Gli articoli INNO su posizionamento dei sensori negli avvolgimenti del trasformatore e numero di sensori in fibra ottica per gli avvolgimenti dei trasformatori approfondiscono posizionamento e numero di sonde. Non esiste una quantità fissa valida per ogni trasformatore.
Metodi di monitoraggio della temperatura dei trasformatori nei data center
Nelle applicazioni con trasformatori e apparecchiature elettriche si utilizzano quattro approcci. Ognuno ha il proprio ambito: la scelta dipende dal punto da misurare.
Misura con RTD / PT100
RTD e PT100 sono sensori a contatto consolidati nell’industria. Tra elemento sensibile e strumento passano conduttori elettrici, soluzione adatta a molte posizioni convenzionali. Posizione di installazione e ambiente elettrico determinano l’idoneità, soprattutto vicino all’alta tensione o in campi intensi, dove va valutato il percorso dei cavi.
Termocoppie
Le termocoppie sono diffuse, semplici e adatte a molte applicazioni industriali. I conduttori metallici possono essere meno indicati in alcuni punti ad alta tensione o in ambienti con forti campi elettromagnetici, dove occorre valutare percorso e schermatura. In posizioni ordinarie prive di questi vincoli restano una soluzione pratica.
Infrarossi e termografia
La misura a infrarossi e la termografia rilevano senza contatto le superfici accessibili. Le ispezioni termografiche periodiche aiutano a individuare connessioni calde e anomalie superficiali senza installare sensori. Non misurano direttamente gli avvolgimenti interni nascosti dalla costruzione del trasformatore: mostrano soltanto ciò che è visibile in superficie. Il confronto INNO tra misura della temperatura a contatto e senza contatto approfondisce questa differenza.
Misura della temperatura a fibra ottica a fluorescenza
La misura in fibra ottica a fluorescenza è puntuale. Ogni sonda rileva una posizione definita, separa elettricamente il punto di misura dallo strumento e offre un’elevata resistenza alle interferenze elettromagnetiche. Nel punto sensibile non è presente un conduttore elettrico metallico; ciò la rende adatta a punti interni definiti e agli avvolgimenti quando è richiesta una misura diretta. Uno strumento multicanale può leggere più sonde. Le basi tecniche sono descritte nelle pagine INNO sulla tecnologia di misura della temperatura in fibra ottica a fluorescenza e sensori di temperatura a fibra ottica.
Confronto tra i metodi di monitoraggio della temperatura
| Metodo | Tipo di misura | Posizione di misura tipica | Conduttori elettrici nel punto di misura | Misura puntuale in posizione interna | Monitoraggio continuo | Limite principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| RTD / PT100 | Misura puntuale a contatto basata sulla resistenza elettrica | Punti accessibili, superfici e posizioni installate nelle apparecchiature convenzionali | Sì | Possibile se il sensore viene installato durante la costruzione | Sì, con sensore e strumento installati | I conduttori richiedono una verifica vicino all’alta tensione o a campi intensi |
| Termocoppia | Misura puntuale a contatto basata sulla tensione di giunzione | Punti di processo e apparecchiature nell’industria in generale | Sì | Possibile se il sensore viene installato durante la costruzione | Sì, con sensore e strumento installati | Segnali di basso livello e conduttori metallici richiedono verifiche di percorso e schermatura |
| Infrarossi / termografia | Misura superficiale senza contatto | Superfici accessibili, involucri e connessioni visibili | No | No | Di norma, controlli periodici | Misura solo la superficie; richiede visibilità diretta e attenzione all’emissività |
| Sensore puntuale in fibra ottica a fluorescenza | Misura puntuale a contatto tramite il tempo di decadimento della fluorescenza | Punti definiti degli avvolgimenti, connessioni o posizioni interne in cui è installata la sonda | Nessun conduttore metallico nel punto sensibile | Sì, nei punti in cui sono installate le sonde | Sì, con sonda e strumento installati | Misura solo i punti in cui sono collocate le sonde; non copre l’intera linea o superficie |
La selezione dipende dall’isolamento elettrico richiesto, dalla posizione e accessibilità del punto, dall’ambiente, dall’architettura di monitoraggio, dal numero di punti, dai requisiti di accuratezza e risposta e dall’integrazione. Un impianto può combinare più metodi: termografia periodica per superfici accessibili, sensori convenzionali dove le condizioni lo consentono e sonde in fibra ottica nei punti che richiedono isolamento o misura interna. Nessuna riga della tabella è adatta a ogni situazione.
Misura diretta dei punti caldi degli avvolgimenti con sensori in fibra ottica a fluorescenza
La temperatura degli avvolgimenti può essere conosciuta in tre modi, che rispondono a domande diverse:
- Temperatura calcolata o stimata degli avvolgimenti: ricavata da un modello termico, dalla corrente di carico e da una temperatura di riferimento misurata.
- Temperatura superficiale: rilevata in punti esterni accessibili e correlata indirettamente all’avvolgimento.
- Misura diretta in un punto interno: una sonda installata in una posizione scelta nella struttura dell’avvolgimento rileva la temperatura proprio lì.
La misura diretta non sostituisce modelli termici o monitoraggio convenzionale. Aggiunge dati reali da posizioni selezionate, confrontabili con i valori calcolati e utilizzabili insieme ai sistemi di protezione e monitoraggio già presenti.
Le sonde in fibra ottica a fluorescenza utilizzano materiale fluorescente sulla punta sensibile. Il tempo di decadimento della fluorescenza varia con la temperatura e lo strumento analizza la risposta ottica che ritorna attraverso la fibra. Il segnale viaggia come luce e, nelle configurazioni applicabili, l’elemento sensibile è non metallico: ciò consente isolamento elettrico e un’elevata resistenza alle interferenze elettromagnetiche vicino agli avvolgimenti sotto tensione. La tecnica è descritta nella pagina INNO sulla misura della temperatura a fibra ottica pagina.
Nei programmi di monitoraggio dei trasformatori dei data center, le sonde dirette aggiungono dati che i sensori della sala non possono fornire. Un sensore ambiente del locale elettrico e una sonda sugli avvolgimenti hanno funzioni diverse e possono coesistere. Ogni sonda rileva soltanto la temperatura sulla propria punta: il posizionamento conta più del semplice numero di sonde. Per approfondire, consulta le pagine INNO su monitoraggio diretto dei punti caldi e come si misura la temperatura degli avvolgimenti di un trasformatore. Le configurazioni per il monitoraggio degli avvolgimenti sono descritte nel sistema di monitoraggio in fibra ottica degli avvolgimenti dei trasformatori.
Architettura tipica di monitoraggio in fibra ottica
Il percorso del segnale in un sistema in fibra ottica a fluorescenza è semplice:
Fluorescence fiber optic probe → Optical fiber / extension connection (where required) → Fluorescence temperature transmitter / demodulator → Digital temperature data → RS485 / Modbus RTU (where applicable) → PLC / SCADA or higher-level monitoring platform
Le sonde vengono collocate nei punti di misura definiti. La fibra ottica trasporta il segnale fuori dall’apparecchiatura; quando il percorso lo richiede, una prolunga collega le sezioni di fibra. Nelle configurazioni applicabili, i collegamenti ottici utilizzano connettori ST.
I trasmettitori o demodulatori per temperatura in fibra ottica convertono la risposta ottica in valori digitali. Gli strumenti multicanale acquisiscono più sonde in un’unica unità. Il trasmettitore multicanale di temperatura a fibra ottica è un esempio di questa categoria di strumenti.
Negli strumenti compatibili, i dati digitali escono tramite RS485 e Modbus RTU e raggiungono un PLC, un sistema SCADA o una piattaforma di supervisione. INNO fornisce la catena di misura fino ai dati digitali; visualizzazione, registrazione e gestione degli allarmi a livello di impianto dipendono dai sistemi del sito e dall’architettura di integrazione. INNO non fornisce una piattaforma DCIM. Le pagine sull’integrazione sistemi di monitoraggio termico a fibra ottica e con sistemi PLC e SCADA approfondiscono questo aspetto.
Monitoraggio multipunto delle apparecchiature elettriche dei data center
Più punti definiti sono spesso necessari perché le apparecchiature elettriche si riscaldano in modo non uniforme. Un trasformatore può avere diverse posizioni d’interesse sugli avvolgimenti; le connessioni si trovano in punti distinti. Tra le posizioni da monitorare figurano:
- Punti degli avvolgimenti del trasformatore
- Connessioni del trasformatore
- Connessioni nei quadri elettrici
- Giunti imbullonati delle sbarre
- Punti selezionati di apparecchiature elettriche in alta tensione
Una sonda corrisponde a un punto; più sonde forniscono misure indipendenti. La misura puntuale a fluorescenza non controlla in continuo la temperatura dei cavi e non fornisce valori tra le posizioni delle sonde. Senza una sonda, la temperatura di un punto non è nota.
Gli strumenti multicanale semplificano l’acquisizione centralizzata: le sonde installate in posizioni diverse si collegano a un unico strumento e una connessione di comunicazione trasmette tutte le letture. Il numero di canali deve corrispondere ai punti definiti.
Per i dettagli di configurazione, consulta la pagina INNO dedicata al monitoraggio della temperatura multipunto. Le applicazioni nei quadri sono descritte in monitoraggio della temperatura dei quadri elettrici; la pagina del sistema a fibra ottica per quadri elettrici descrive la configurazione completa. Per i giunti imbullonati sono disponibili strutture di sonda dedicate, come la sonda in fibra ottica per il collegamento imbullonato alle sbarre.
Parametri tipici dei sistemi INNO in fibra ottica a fluorescenza
I valori tipici dipendono dalla sonda e dalla configurazione del sistema. La tabella riporta una configurazione INNO indicativa; la pagina del sonda di temperatura standard a fibra ottica fluorescente fornisce i dettagli del prodotto.
| Parametro | Valore tipico / dipendente dalla configurazione |
|---|---|
| Principio di misura | Tempo di decadimento della fluorescenza |
| Campo di temperatura | Da −40 °C a +260 °C (valore tipico) |
| Accuratezza | Da ±0,5 °C a ±1 °C secondo la configurazione |
| Risoluzione | 0,1 °C |
| Risposta | <1 s nelle configurazioni standard |
| Diametro della sonda | 2–3 mm, configurabile |
| Lunghezza della fibra | Configurabile per l'applicazione |
| Isolamento elettrico | >100 kV nelle configurazioni pertinenti |
| Connettore | ST |
| Opzioni di canale | Configurazioni monocanale e multicanale |
| Comunicazione | RS485 / Modbus RTU per gli strumenti di monitoraggio compatibili |
I valori della tabella descrivono configurazioni tipiche e non costituiscono specifiche universali per tutti i prodotti INNO.
Come scegliere un sistema di monitoraggio della temperatura per i trasformatori di un data center
La selezione si sviluppa come un percorso di progettazione: ogni decisione restringe le opzioni successive.
Definire i punti di misura effettivi
Si parte dal tipo di trasformatore, perché unità a secco e in olio differiscono per costruzione e accessibilità. Si individuano poi le posizioni degli avvolgimenti, distinguendo quelle accessibili da quelle interne, e si ricava il numero di punti. La necessità di una misura diretta degli avvolgimenti dipende dalla strumentazione esistente e dalle informazioni richieste dal progetto.
Adattare la tecnologia del sensore all’ambiente elettrico
Livello di tensione, interferenze elettromagnetiche, isolamento richiesto e presenza di campi intensi orientano la scelta. Contano anche i materiali del sensore e il percorso dei cavi conduttori. Per misure in prossimità dell’alta tensione, consulta le indicazioni INNO su monitoraggio delle apparecchiature ad alta tensione.
Definire il numero di canali e le possibilità di espansione
Il numero di canali deve seguire quello dei punti definiti. È possibile prevedere capacità aggiuntiva in funzione del progetto, per esempio per punti individuati durante la messa in servizio. Non esiste un numero universale: pochi punti sugli avvolgimenti richiedono una configurazione diversa da connessioni distribuite su quadri e locali diversi.
Definire l’integrazione dei dati e degli allarmi
Occorre stabilire se serve uno strumento locale, se RS485 e Modbus RTU sono sufficienti e quale PLC o sistema SCADA riceverà i dati. La strategia di allarme dipende dal progetto dell’apparecchiatura e dai requisiti operativi; le soglie si definiscono per il singolo impianto, non con valori generici.
Verificare l’installazione prima dell’ordine
Struttura della sonda, lunghezza della fibra, percorso, connettori e accessibilità vanno verificati rispetto alla costruzione del trasformatore e alle interfacce del sistema. La lunghezza dipende dal percorso reale tra la sonda e lo strumento. L’articolo INNO su come scegliere un sistema di monitoraggio della temperatura in fibra ottica approfondisce questi aspetti.
Sensori di temperatura nei data center: quando scegliere la fibra ottica
Per le apparecchiature elettriche di un data center, la misura in fibra ottica può essere indicata quando ricorrono condizioni specifiche. La tecnologia a fluorescenza è da valutare se:
- il punto di misura è vicino all’alta tensione
- è richiesto l’isolamento elettrico
- serve una misura interna degli avvolgimenti
- forti campi elettromagnetici complicano l’uso di sensori con cavi metallici
- più punti definiti richiedono un’acquisizione ottica centralizzata
- le misure convenzionali sulle superfici non forniscono le informazioni interne richieste
La fibra ottica non è automaticamente la scelta migliore in ogni situazione. Per temperatura ambiente, umidità, HVAC e normali punti accessibili dell’aria sono spesso più adatti sensori ambientali convenzionali. Le sonde in fibra ottica sono utili quando isolamento, misura interna o condizioni di campo lo richiedono; dove questi vincoli mancano possono aggiungere costi e complessità senza un vantaggio concreto.
Due articoli INNO approfondiscono gli aspetti elettrici: perché i sensori di temperatura in fibra ottica vengono usati vicino all’alta tensione e misura della temperatura in campi elettromagnetici intensi.
Monitoraggio dei trasformatori e controllo ambientale generale dei data center
| Livello di monitoraggio | Obiettivo di misura tipico | Tecnologia di sensore tipica | Scopo principale | Pertinenza per INNO |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente di sala / HVAC | Aria della sala, mandata e ripresa | Sensori ambientali per l’aria | Mantenere l’aria nelle condizioni richieste dalle apparecchiature IT | Fuori dall’ambito dei prodotti INNO |
| Ambiente di rack / corsia | Aria in ingresso e in uscita dai rack, condizioni della corsia | Sensori d’aria montati sui rack o nelle corsie | Verificare che il raffreddamento raggiunga le apparecchiature IT | Fuori dall’ambito dei prodotti INNO |
| Trasformatore / apparecchiatura elettrica | Involucri, superfici, connessioni, quadri e giunti delle sbarre | RTD, termocoppia, infrarossi o fibra ottica in base al punto | Controllare la temperatura dell’apparecchiatura sotto carico | Punti elettrici selezionati: ambito di INNO |
| Avvolgimenti interni / punti definiti del punto caldo | Posizioni selezionate all’interno degli avvolgimenti | Sonde puntuali in fibra ottica a fluorescenza | Ottenere dati diretti di temperatura nei punti scelti | Applicazione centrale di INNO |
La scelta di un monitor o dispositivo per la temperatura di un data center parte dal livello a cui appartiene la misura. Il controllo dell’aria di sale e rack richiede prodotti diversi dal monitoraggio interno di un trasformatore; i due livelli insieme offrono una visione più completa.
Domande pratiche per un progetto di monitoraggio dei trasformatori in un data center
La richiesta di offerta e il confronto tecnico procedono meglio quando si definisce prima il lato trasformatore. Tipo e costruzione, a secco o in olio, determinano i punti fisicamente accessibili; il numero di unità dà la scala del sistema. Le posizioni da controllare permettono poi di stabilire quanti punti di misura servono.
Struttura della sonda e lunghezza della fibra dipendono dalle posizioni e dal percorso fino allo strumento. Intervallo di temperatura, accuratezza richiesta e numero di canali derivano dall’obiettivo di monitoraggio. Nello stesso confronto si definiscono eventuali comunicazioni RS485 o Modbus RTU e l’interfaccia PLC o SCADA. Completano i requisiti i vincoli di installazione, come l’accesso in fabbrica o durante una fermata per le unità già in servizio.
Un elenco dei punti, una breve descrizione di ciascun trasformatore e l’interfaccia d’impianto prevista consentono in genere agli ingegneri di formulare una proposta tecnica specifica con meno scambi successivi.
Progettare l’architettura di monitoraggio per i trasformatori dei data center
Il solo monitoraggio ambientale non descrive tutte le condizioni termiche interne delle apparecchiature elettriche. I sensori di sala e rack misurano l’aria; trasformatori, quadri e connessioni alle sbarre hanno sorgenti di calore e punti critici propri.
Il monitoraggio di trasformatori e avvolgimenti si basa su punti scelti secondo la costruzione dell’apparecchiatura, con il costruttore o il team di ingegneria a definirne la posizione. In molti punti restano adatti i sensori convenzionali. I sensori in fibra ottica a fluorescenza sono utili quando servono misura puntuale diretta, isolamento elettrico ed elevata resistenza alle interferenze elettromagnetiche; rilevano solo le posizioni in cui sono installate le sonde.
Numero di canali e interfacce di comunicazione devono seguire il progetto: quantità dei punti definiti, configurazione dello strumento e requisiti RS485, Modbus RTU, PLC o SCADA del sito.
Per una verifica della configurazione, invia a INNO i dettagli del progetto come tipo di trasformatore, punti da misurare e interfaccia d’impianto.
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